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MONICA BENEDETTI


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Chi o cosa è uno scrittore?

2021-09-08 17:27

Monica Benedetti

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Chi o cosa è uno scrittore?

Leggere crea dipendenza e si trasforma molto spesso in una dipendenza peggiore: scrivere.

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"Lo incontravo ogni venerdì alle 9 del mattino quando, nel mio giorno libero, mi permettevo una colazione decente, tranquillamente seduta al tavolino di un bar.

 

Quel tipo mi aveva incuriosita fin dalla prima volta che lo notai. 

 

Stava accucciato su un taccuino - forse di pelle - marrone e scriveva, scriveva a tutta velocità.

 

Ogni tanto alzava lo sguardo verso qualcosa che vedeva solo lui, a volte si teneva leggermente la penna tra le labbra, si corrucciava un pochino poi sorrideva tra sé e riprendeva la sua corsa alfabetica.

 

 Le prime volte gli davo qualche occhiata di sfuggita, intenta nei miei programmi per l'unico giorno libero della mia settimana di lavoro.

 

Ma poi, venerdì dopo venerdì, la mia curiosità veniva alimentata e volevo saperne di più.

 

Cosa scriveva?

 

Chi era?

 

Magari uno scrittore famoso o un innamorato che scriveva ancora lettere alla donna amata.

 

Il tavolino rotondo di bambù, con la tovaglietta blu uguale a tutte le altre in tutti gli altri tavolini si riempiva, quando ci poggiava i gomiti e il taccuino, di una sorta di alone magico, come se all'improvviso quello sconosciuto avesse la capacità di tirarmi dentro la sua penna e farmi dimenticare il tempo, il luogo in cui risiedeva la mia realtà. 

 

Poi un giorno, così come era apparso, scomparve.Torno nello stesso bar, sullo stesso tavolino, ogni venerdì ma non è più tornato.

 

Cerco, da allora, foto di scrittori sul web per tentare di riconoscere il fermo immagine della mia mente ma la mia ricerca non ha dato alcun frutto.

 

O forse si...

 

Un mese fa ho sentito l'impulso di comprarmi un taccuino, rilegato in pelle marrone e una penna e ogni venerdì mi siedo al mio solito tavolino di bambù ricoperto da una anonima tovaglietta blu e scrivo una storia nata nella mia mente con la lentezza di una goccia d'acqua che scalfisce la pietra:
 

Ritratto di uno scrittore qualunque."

 

 

Ho scritto questo breve incipit story perché è così che vedo lo scrittore.

 

Qualcuno con lo sguardo trasognato, vagante in un mondo al di là del mondo, apparentemente incurante degli avvenimenti intorno ma talmente osservatore da riuscire a penetrarne gli aspetti profondi e invisibili alla velocità dell'esistenza.

 

Lo scrittore visualizza un frame di vita e lo fa suo, lo corteggia fino a sviscerarne tutta la conoscenza possibile e gli rende grazie dipingendo alfabeti.

 

Trasmette, in chi inciampa nel suo momentaneo stato d'essere, lo stesso impulso a creare che scivola dalle sue dita sulla penna e sul foglio e diventa inconscio maestro.

 

Ogni scrittore ha ammirato, nelle miriadi di formule alfabetiche che ha divorato, uno stile, una mano, una mente, un cuore e con essi ha instaurato un legame così intenso da voler uscire e imprimersi anch'esso sulla carta, così da ritrovarsi a leggere non solo scritti d'altri ma anche suoi.

 

"Leggere crea dipendenza e si trasforma molto spesso in una dipendenza peggiore: scrivere."

 

Dalla prima si può uscire ma non dalla seconda.

 

Nel momento in cui si accende la prima fiamma d'amore per la scrittura si capisce che quella fiamma non si spegnerà più.

 

Diceva Isaac Asimov
 

Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei

 

Credo sia la migliore sintesi del ritratto di uno scrittore, della dipendenza dall'alchimia dell'alfabeto che diventa il respiro stesso dell'esistenza di chi scrive.

 

"Scegliere di indossare il personaggio scrittore implica la scelta di vivere al di là dell'ordinario."

 

Che sia di fianco, sopra o sotto non è importante ciò che conta è essere realmente sicuri di aver fatto la scelta giusta.

 

  • Scrivere è un impegno con se stessi e col mondo. E' avere il coraggio di essere leali, sempre, perché la sfera del lettore che accoglie le nostre parole è quella emozionale ed è un cosmo delicato.

 

  • Scrivere è abbracciare la modalità crescita interiore poiché uno scrittore non può mai scalfire solo la superficie delle parole che intesse. Le penetra a fondo, le annusa, le assaggia e ne fa un potere immenso che può danneggiare gli altri e se stesso, se non rimane condito della più ferra umiltà.

 

  • Scrivere è passeggiare nudi in mezzo al proprio pubblico perché il lettore lo sa che, anche quando non scriviamo di noi, delle nostre convinzioni, dei nostri intimi desideri, il nostro sé si mostra nudo tra le battute, rimane imbrigliato, volente o nolente, nei tasti del nostro pc e prende vita, segretamente, nel foglio stampato.

 

Non possiamo prescindere da ciò che siamo, in nessun caso.

 

  • Scrivere è non anelare mai al piedistallo della gloria. Quella spetta ai nostri personaggi.

 

 

 

Scriveva Flaubert:

 

Io sto morendo ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno

 

 

Chi era Gustave Flaubert? Quali i suoi sogni, le sue manie ed ossessioni? Nessuno lo ha mai saputo con certezza ma chiunque abbia letto Madame Bovary potrà raccontare la sua storia anche oltre i dettagli raccontati da Flaubert.

 

Emma Bovary non può morire, il suo creatore si.

 

Chieditelo, se deciderai di essere uno scrittore, quanto sei disposto a diventare solo un riflesso in una pozzanghera dopo la pioggia, destinato a scomparire in un raggio di sole...

 

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Se ti va scrivilo nei commenti e, se hai un argomento specifico di cui vorersti approfondimenti, puoi scrivermi una mail, commentare questo post o contattarmi attraverso il pulsante whatsapp.

 

Grazie e Buona Scrittura

 

Monica

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