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MONICA BENEDETTI


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Aiuto! Ho incontrato un congiuntivo!

2021-09-08 18:18

Monica Benedetti

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Aiuto! Ho incontrato un congiuntivo!

Quante volte ti è capitato di trovarti a dire aiuto! Ho incontrato un congiuntivo?

Quante volte ti è capitato di trovarti a dire aiuto! Ho incontrato un congiuntivo?


 

Se esistesse un demone della scrittura probabilmente assomiglierebbe proprio a un congiuntivo.


 

L'uso improprio di questo modo verbale della nostra grammatica, è uno degli errori che rilevo più spesso durante la correzione di un testo, sia esso un libro o un articolo.

 

Ma non preoccuparti perché in questo articolo troverai la soluzione definitiva per non cadere più nella sua trappola!

 

Innanzitutto siediti comodo e rilassati.

 

Voglio confidarti una cosa: In effetti, gli errori riguardanti il congiuntivo, sono stati enfatizzati anche troppo.

 

Questo aumenta il livello di stress ed ansia di chi comincia ad approcciarsi alla scrittura.

 

Probabilmente anche il pensiero si blocca e si mette a pensare di fronte al dubbio atroce “ E se sbaglierei a scrivere questa frase? No, sbaglio... no no, devo usare il congiuntivo, oddio!!! Allora, com'era? Ah si: e se sbagliassi a scrivere questa frase? Evvai!!!

 

Congiuntivo si o no? Come risolverlo?


Iniziamo a conoscerlo: il congiuntivo è uno dei modi della grammatica italiana.

 

Si compone di soli quattro tempi: presente, passato, imperfetto e trapassato e ci sono due trucchetti per riconoscere quando è il suo momento di entrare in scena.

 

Seguimi e dopo che avrai letto queste soluzioni non temerai più il demone del congiuntivo.

 

Molto spesso in una frase troviamo associati congiuntivo e condizionale:

 

Potrei imparare molto se studiassi di più”

 

Il condizionale “potrei” indica una condizione, appunto, alla quale segue “studiassi”, il congiuntivo che indica in quale modo risolvere la condizione proposta dalla frase.

 

La prima regola, quindi è di porre attenzione quando rileviamo un condizionale poiché sarà seguito da un congiuntivo.

 

La seconda è la regola delche.

 

Quando entra in scena un congiuntivo, è sempre preceduto da un “che” sia esplicito che sottinteso.

 

Ti faccio alcuni esempi:

 

“Non sapevo che scrivessi così bene!”

 

“Non immaginavo (che) avessi già scritto cosi tanto”

 

Mi stai seguendo?

 

Voglio darti ancora un altro aiuto

 

Ti elenco le situazioni in cui va utilizzato SEMPRE il congiuntivo:

 

1) Quando devi chiedere un permesso: “Mi scusi, dovrei passare”

 

2) Quando esprimi un desiderio: “Spero che tu sia felice”

 

3) Quando esprimi un dubbio: “Se scrivessi una pagina al giorno, riuscirei a finire in tempo il mio romanzo?”

 

4) Quando usi il lei di cortesia: “Ma mi faccia il piacere!”

 

5) Sempre con benché, seppure, sebbene, malgrado. “Sebbene avesse appena fatto colazione...”

 

6) Quando usi espressioni impersonali “ Purché si finisca in fretta”

 

7) Quando ci sono aggettivi o pronomi indefiniti: qualunque, chiunque qualsiasi...

Es:  “Fallo entrare, chiunque esso sia


Spero che questa breve spiegazione ti possa essere d'aiuto se dovessi trovarti di fronte al dilemma del congiuntivo.

 

Evita comunque di crucciarti troppo e ricorda che anche il famelico congiuntivo può essere “raggirato”!

 

Questo consiglio deriva addirittura dall'Accademia della Crusca.

 

Nel suo libro “Lezioni di Italiano” - Ed. Mondadori - il filologo Francesco Sabatini, viene in aiuto per sdrammatizzare, almeno nel parlato, l'uso del congiuntivo.

 

Dice infatti Sabatini:

 

“Nelle frasi cosiddette «completive» [il congiuntivo nda] tende a essere sostituito dall’indicativo: «credevo che stesse» diventa spesso «credevo che stava», ma è un’alternanza presente sin dalle origini della lingua italiana (risale a Dante e anche più indietro).

 

Idem in certe subordinate, tipo: «Se mi chiamavi, venivo ad aiutarti».

 

È la tendenza del parlato: non facciamone un dramma.

 

«In inglese, in spagnolo e in francese il congiuntivo non c’è più — ricorda Sabatini — diciamo che l’alternanza segna una differenza di stile non di correttezza, come per prima disse, sessant’anni fa, una filologa rigorosissima, Franca Ageno»

 

Spero questo articolo ti sia stato utile.

 

Se hai domande o desideri un articolo futuro su un argomento in particolare, lasciami pure un commento e, se sei un pò orso, usa la mail o la live chat.

 

Buona scrittura

 

Grazie

 

Monica

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