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MONICA BENEDETTI


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6 Personaggi in cerca d'Autore

2021-09-18 14:38

Monica Benedetti

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6 Personaggi in cerca d'Autore

Suggerimenti utili su come scegliere i personaggi di un romanzo

Quante volte ti sei trovato di fronte al foglio bianco, con mille volti che ti osservano e non sai decidere chi sarà, di loro, il protagonista del tuo nuovo romanzo?

 

Sono sicura che ti è già capitato.

 

La mente di uno scrittore è a moto perpetuo.


Immagina, crea, adatta, costruisce, distrugge.


Ogni dettaglio esterno è un mondo nella mente dello scrittore ma quanti sono sti dettagli!


Quale scegliere? Chi scegliere?


La scelta del personaggio è come perdersi nella jungla senza machete.


Come fare per trovare una via d'uscita?


 

In questo articolo ti darò alcuni consigli per risolvere definitivamente il dilemma della scelta dei personaggi.


 

Quale autore potrà mai dire come e perché un personaggio gli sia nato nella fantasia? Il mistero della creazione artistica è il mistero stesso della nascita naturale.

 

Può una donna, amando, desiderare di diventar madre; ma il desiderio da solo, per intenso che sia, non può bastare.

 

Un bel giorno ella si troverà a esser madre, senza un preciso avvertimento di quando sia stato.

 

Così un artista, vivendo, accoglie in sé tanti germi della vita e non può mai dire come e perché, ad un certo momento, uno di questi germi vitali gli si inserisca nella fantasia per divenire anch'esso una creatura viva in un piano di vita superiore alla volubile esistenza quotidiana.

 

Nella prefazione di Sei personaggi in cerca d'autore, Luigi Pirandello descrive la scelta del personaggio come una nascita.


Credo sia l'esempio più veritiero e calzante che abbia mai letto.


I personaggi decidono di vivere come lo fa un bambino quando decide di fare l'esperienza umana.


Ma ti accorgi solo quando il bebè ha già deciso di occupare il suo spazio nel grembo materno.


Allo stesso modo, tra i tanti personaggi che viaggiano nella tua mente ce n'è uno che ha già deciso di diventare reale, plasmato dalle tue mani, dal tuo cuore, dalla tua mente.


Tu non ne sei consapevole ma lui – o lei – si.

 

L'ansia del tempo che scorre e i risultati che ti aspetti di vedere e che non vedi, sono la peggiore distrazione per la creatività .


Il foglio bianco, una tela grezza che attende un segno, è quella porta sull'ignoto che devi aprire per fare entrare lo sconosciuto.


Ma come fare ?

La prima cosa da fare è smettere di pensare!

 

Impegnati in qualche attività manuale: fai una passeggiata, pulisci casa, riordina l'armadio, fai giardinaggio...


Qualunque cosa implichi il lavoro delle mani, a parte scrivere, va bene.


In questo modo lascerai spazio al tuo personaggio di prendere posizione attraverso tutti gli altri, di sgomitare per emergere e sarà lui a dirti quando è pronto per diventare vivo.


Può volerci un'ora o in giorno, il tempo non ti deve preoccupare perché una volta che il nascituro si presenta a te tutto il tempo che ti sembra di aver perduto lo riguadagnerai con gli interessi.


Da quel momento, da quando la prima idea che ha un corpo, prende spazio nella tua mente, comincia a munirti di quaderno e penna.

 

Lascia stare il pc, non è ancora lo strumento adatto.


Armati soltanto di quaderno e penna.


Potrebbe cominciare a parlarti mentre sei al bar, o al lavoro, o al cinema o anche in questo preciso istante...

(Ce l'hai il quaderno e la penna?)


Scrivi tutto quello che ti racconta.


Chi è, dove vive, cosa sogna, quali sono i suoi desideri, quali le sue fantasie ed ossessioni, quale o quali eventi vuole che tu racconti al mondo...


Prendi appunti, fallo finché non conoscerai ogni remota sfaccettatura e ti avrà anche detto il suo nome.


Quando avrà un nome sarà reale!


 

Ti capiterà anche di dover descrivere alcune azioni del tuo personaggio che non riesci a visualizzare completamente.


Potrebbe mancare la sfaccettatura emozionale ad esempio che non è sempre facile da elaborare e descrivere.


In questo caso, a meno che tu non stia scrivendo un thriller o un horror, puoi aiutarti vestendo tu stesso i panni del tuo personaggio.


Non nella mente ma nella vita reale.


Ti sembra una follia?

Si, lo è e non è ovviamente sempre possibile ma quando le azioni sono riproponibili senza danneggiare la tua realtà quotidiana, questo è un mezzo superefficace per entrare nella mente del tuo personaggio e capire cosa prova.


Supponi, ad esempio, che il tuo protagonista, dopo una serie di eventi che lo conducono a visitare un canile, decida di diventare un attivista a difesa degli animali.

 

Se non sei mai stato in un canile potresti avere difficoltà a presumere quali emozioni si siano scatenate in lui, a meno che non ti rechi personalmente in un canile e provi le stesse sensazioni che ha provato lui.

 

 

Ti sembrerà una soluzione stupida ma, a meno che tu non abbia una immaginazione talmente fervida da non distinguere la fantasia dalla realtà, la soluzione dell'immersione nel reale è molto molto efficace.

 

Provare per credere!

 

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile.


Se hai domande o desideri chiedermi un articolo su un argomento in particolare scrivilo pure nei commenti e, se sei un pò orso, usa la chat o scrivimi una mail.

 

Buona Scrittura

 

Grazie

 

Monica

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