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Ouija: Tra luce e tenebre. Due casi a confronto.

2023-01-13 12:18

Elìa Fiume

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Ouija: Tra luce e tenebre. Due casi a confronto.

Dal successo alla distruzione: Il caso del Pulitzer James Merrill e del demone Zozo a confronto. Le indagini continuano.

Nell'articolo precedente ho tentato di portare l'attenzione del lettore sul funzionamento della tavola ouija tramite il cosiddetto effetto ideomotorio (trovi l'articolo qui) che può indurre a situazioni spiacevoli soprattutto quando un presunto gioco di società viene proposto a bambini di 8 anni – come da consiglio riportato dalla casa venditrice Hasbro –

 

In questo articolo vorrei soffermarmi, invece, su un diverso pericolo presunto derivante da un oggetto di cui ancora sappiamo poco o nulla: l'effetto spiritico. Non è un segreto, infatti, che l'utilizzo principale del gioco sia quello di aprire un contatto con una dimensione invisibile chiamata “aldilà”.

 

E' davvero possibile?

 

Le casistiche rilevabili dalla rete sono troppo numerose per non essere prese in considerazione ed hanno tutte una caratteristica in comune: la manifestazione fisica di eventi inspiegabili, sia positivi che negativi.

Nel marasma di testimonianze, reali o presunte, di storie agghiaccianti, esorcismi e disamine scintifiche e scettiche, ho scelto di indagare due casi che hanno avuto una risonanza nel tempo, manifestandosi fino ai giorni nostri, seppur in due forme diverse:

il caso Zozo e James Merrill.

 

Era il 1816 quando, a Teilly, un piccolo villaggio nei pressi di Amiens, in Francia, una ragazzina di nome Bet, rimasta incinta, sostenne di essere stata insediata da tre demoni, il secondo dei quali nominò Zozo. Questo racconto, pubblicato su una rivista dell'epoca “Le diable boiteux”, è riapparso nel Dictionnaire Infernal (1818) scritto da Jacques Collin de Plancy e nel dizionario The King's English di Henry W. Fowler (1908).

 

Seppure dalle notizie dei diversi brevetti, come citato nel precedente articolo, la tavola ouija venne realizzata solo nel 1891 e, quindi, il presunto demone Zozo sia stato evocato, dalla fanciulla di Amiens, in altro modo, sono frequenti ancora oggi testimonianze di giovani che durante le sessioni di “gioco” con la ouija ricevono messaggi da un certo Zozo. Fu nel 2009 che riesplose nuovamente il caso Zozo, dopo la pubblicazione di True Ghost Tales, scritto da un certo Darren Evans che, in questo libro, racconta la sua terribile esperienza con la tavola ouija e Zozo.

 

Egli sostiene che, dopo aver parlato con questa entità, alcuni fenomeni inspiegabili si sono manifestati nella sua vita rendendola un inferno, come, ad esempio, il quasi annegamento di sua figlia, di un anno, nella vasca da bagno, salvata da un intervento tempestivo o il cambiamento repentino di personalità della sua fidanzata.

 

Zozo assume così una personalità temuta da tutti i fruitori della tavola parlante e si manifesta cominciando a “disegnare” una serie di otto rovesciati, il simbolo chiamato dell'infinito e poi si dirige ripetutamente sulle due lettere che compongono il suo nome la Z e la O. Dapprima scherzoso e amichevole, diventa poi aggressivo e minaccioso e pretende la morte dei giovani partecipanti al “gioco”.

 

Chi è Zozo?

 

Molte supposizioni sono nate attorno alla figura misteriosa di Zozo. Alcuni ritengono il suo nome derivante dal Pazuzu mesopotamico, demone portatore di malattia, altri lo assimilano a Belzebub, latro demone mesopotamico e altri ancora fanno derivare semplicemente dalla suggestione inconscia gli effetti prodotti dalla comunicazione con tale entità.

 

Nel sito ufficiale dell'autore Darren Evans, si possono leggere diverse testimonianze come questa:

 

“Era suo padre che era morto. stava mettendo alla prova lo spirito facendo domande di cui solo lei conosceva le risposte. Dopo 20 minuti è passato e ha affermato di essere MIA madre. Ancora una volta rispondendo correttamente alle domande. Eravamo entrambi in lacrime e prima che ce ne rendessimo conto lo spirito è cambiato e abbiamo chiesto con chi stavamo parlando, il puntatore è diventato OZOZOZOZ O. lo abbiamo chiamato Oz, gli abbiamo chiesto di spegnere una candela per mettersi alla prova e prima di completare il frase la candela era spenta. Gli abbiamo chiesto l'ora (nessuno di noi due aveva orologi ed eravamo fuori da più di un'ora) e siamo corsi dentro a guardare, era esattamente al minuto. Ha poi preceduto per dirci che è stato lui tutto il tempo, non suo padre, non mia madre, lui. Ha detto che sapeva cosa stavamo pensando ed è così che ci ha dato le risposte alle nostre domande, era nelle nostre teste. “

 

O come questa, in cui il praticante descrive anche alcune caratteristiche fisiche del “demone”:

 

“È simile a un uccello oa un pipistrello ed è magro. È molto intelligente e divertente (anche se può avere un oscuro senso dell'umorismo). È davvero appassionato di magia sessuale ma non mi ha mai fatto sentire a disagio, ha i capelli lunghi e gli artigli. Quando Lo canalizzo nella mia mente vedo luce blu come sfere che si muovono attraverso il mio campo visivo.

La mia idea su Zozo è che è un Dio molto antico e potente che io venero molto. Tuttavia, non è tutto roseo (la maggior parte degli dei antichi non lo è) e ha sentimenti molto amari nei confronti dei cristiani di tutti i tipi.”


 

Lo stesso autore, in una sessione ouija, ricevette l'ordine di fotografare un punto particolare della tavola poiché l'entità disse di voler produrre una prova della sua esistenza e questo è il risultato:

1.jpeg

Ma non per tutti i fruitori della tavola parlante le esperienze sono nefaste. Ci sono stati, ad esempio, casi famosi di successi ottenuti proprio in seguito al suo utilizzo, come Sylvia Plath, che ha scritto “Dialogo su una tavola Ouija” e il vincitore del Premio Pulitzer James Merrill che ha utilizzato note delle "consultazioni" di Ouija nel suo poema epico di 560 pagine, The Changing Light at Sandover, che conteneva messaggi di WB Yeats, dell'amica Maya Deren e dell'Arcangelo Michele.

 

C'è da dire che la Plath morì suicida all'età di 31 anni ma non ci è dato di sapere se il motivo fosse scaturito da qualche comunicazione ricevuta tramite la ouija o dai ripetuti elettroshock alla quale fu sottoposta nell'istituto psichiatrico in cui rimase ricoverata per diverso tempo.

 

James Merrill, invece, visse dei frutti ricevuti dalle sue comunicazioni attraverso la ouija.

2.jpeg

Egli passò 40 anni della sua esistenza, assieme al suo compagno di vita David Jackson, a ricevere comunicazioni da un'entità chiamata Ephraim che fece da tramite – guida con diverse personalità del passato che gli suggeriscono quei temi e versi che lo condurranno a vincere il Pulitzer nel 1977.

E non solo.

Vinse infatti, per due volte il National Book Award for Poetry (nel 1967 e nel 1979); il primo Bobbit National Prize for Poetry nel 1990; il Golden Plate Award nel 1991.

Esiste anche un archivio digitale in cui sono trascritte numerose delle sue sessioni con la Ouija. Puoi trovarlo qui: https://digital-wustl-edu.translate.goog/jamesmerrillarchive/?_x_tr_sch=http&_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc

 

Di seguito una delle sue poesie, inserite nel libro Divine Comedy:

 


Maya parte per la città, il gatto e l'amante.


I giorni si accorciano. L'estate è finita.

 


Facciamo lunghe passeggiate tra le foglie volanti


e riflettiamo sulle svolte delle nostre vite.

 


Guardatevi l'un l'altro da vicino, come faranno gli amici quando vi


separerete. Questo non è un addio,

 


non ora. Eppure qualcosa nella triste

luce di fine stagione rimane non detto.

 

—James Merrill, “The Changing Light Sandover” (1982)

 

La domanda lecita, a questo punto è la seguente:

 

perché per alcune persona la tavola ouija diventa uno strumento di morte e distruzione, o di terrore mentre per altre è la chiave per il successo?

 

Credo sia ovvio pensare che la risposta risieda nel soggettivo atteggiamento con cui viene cercato il contatto. Ma l'ovvietà in questo settore ancora pressochè sconosciuto, non è abbastanza tantopiù quando, tornando al filo conduttore della mia indagine, un tale strumento viene messo in mano ad un bambino.

 

  • Lungi dal trarre conclusioni, dunque, continuo la mia indagine analizzando alcuni elementi comuni rilevabili dalle diverse comunicazioni testimoniate in rete:

 

  • Le presenze di solito si identificano come entità a sfondo religioso o, comunque, riconducibile ad antiche denominazioni bibliche o di altri credo.

 

  • La paura ingenerata dalla trasgressione di un divieto religioso sfocia spesso nella ricezione di comunicazioni “demoniache”.

 

L'età in cui si approccia allo strumento crea comunicazioni differenti: negative e terrorizzanti su adolescenti e più mature e illuminanti su persone adulte.

 

 

Ritengo che la psiche giochi un ruolo fondamentale, seppur non suffuciente a dare una logica ed incontrovertibile spiegazione al fenomeno e proseguo la mia ricerca.


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Ancora Grazie 

 

Ci vediamo nel prossimo articolo

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